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Tutti i possessori di licenza ottenuta prima del 01.09.19 potranno arrivare alla regolare scadenza del documento ma non potranno rinnovare lo stesso. 

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Il triste epilogo di un comandante e il suo equipaggio spregiudicati ......a breve news il film continua

2° puntata :
La grande novità è che arrivano notizie inquietanti da Ibiza dove la scorsa stagione i soliti personaggi sarebbero stati autori di una storia identica ....decine di testimoni si stanno facendo avanti per testimoniare con le autorità.
3° puntata :

Partiamo dall’inizio. Il “comandante” S.C. residente a Roma ha la faccia pulita del bravo ragazzo, è amministratore di una società in Spagna, nessuna notizia negativa su Internet a nome suo. 

Stipula tramite l’agenzia un contratto per noleggio di un Canados 88 appena arrivato dal cantiere in Sardegna dove era stato sottoposto a un refitting totale. L’armatore è un signore disponibile e per bene nel vero senso della parola, che lo yacht lo ha comprato perché lavora sodo. Il “comandante” prende il Canados in consegna a Marina di Pisa, è accompagnato dalla vistosa compagna E.V. residente a Roma e da un marinaio cubano. Invitano a cena l’armatore, ma come per il gioco delle 3 carte alla fine è il vero signore del gruppo, il proprietario dello yacht, a pagare per tutti. 

I 3 lavorano sulla barca per prepararla alla stagione, con dedizione (è una trappola), mettono nel salone 4 quadri e due soprammobili, delle spugne (chissà di quale provenienza), accorgimenti che ti fanno pensare che sanno il fatto loro, conoscono il mestiere, ma guarda bravi loro… e ti fidi.

Chiede il permesso, il “comandante”, per fare gasolio, d’altra parte la stazione di rifornimento del porto è della società del nostro armatore. Poco più di 5000 euro messi nei serbatoi, pagamento con bonifico. Nel frattempo, dopo aver chiesto il consenso all’armatore per una prova a mare, rivelatasi fantomatica, con un meccanico a bordo, che dice di non esserci mai stato, la barca esce dal Porto di Pisa senza fare più ritorno.

Ma siamo ancora ad aspettare il bonifico. Parte il primo – a vuoto. Parte il secondo – a vuoto anch’esso. Bonifici fatti e ritirati in tempo zero, con contabili vere, con numeri verificati, tutto in ordine all’apparenza, ma falsi come i soldi del Monopoli (forse conosce bene il giochino del fare un bonifico e ritirarlo). 

Yacht sparito, telefonate del “comandante” che con toni del bravo ragazzo assicura che sì, te l’ho mandato il bonifico, arriva ora, sai la banca ha dei flussi, si sarà bloccato qualcosa, hanno sbagliato, non l’hanno fatto urgente. … ecc ecc…. ci tengo, fidati, non ci dormo la notte…

Si rintraccia la barca a Nettuno e si parte per andarla a recuperare. Magicamente arriva il bonifico, da un’altra società a noi sconosciuta, però. Col beneficio del dubbio lo yacht resta nelle mani del “comandante” affinché possa lavorare e onorare i pagamenti, non ancora scaduti ma ad oggi ampiamente a termine, mai rispettati, né nei confronti dell’agenzia, né dell’armatore. In questo preciso momento non si parla solo di mancato guadagno, ma pure di danni di ogni forma e genere… ma questo sarà da raccontare nella prossima puntata.


4° Puntata 

Giorgio è un giovane imprenditore di Bologna, decide con un gruppo di amici di noleggiare uno yacht per fare una settimana in Sardegna, relax. Sono tranquilli loro, non vogliono che godersi il mare per qualche giorno a bordo di una bella barca.

La fortuna di Giorgio finisce quando incappa in un annuncio di noleggio di un Canados 88, gestito da una certa Erika V., proprio lei, l’avvenente romana compagna di Simone C., il bravo ragazzo che già conosciamo.

Giorgio si fida, prenota, paga, parte.

Giorgio arriva con qualche cassa di ottime bottiglie da bere, svariati sorrisi come si adattano alla prospettiva di una piacevole crociera in buona compagnia. A bordo del Canados la bella romana de Roma, un marinaio cubano e il comandante Simone C.

Da Nettuno a Ponza, pernottamento in rada, tutto molto bello.

Al mattino le prospettive cambiano. Ancoraggio approssimativo, l’ancora non tiene, è impiccata. Il Canados, troppo vicini agli scogli, si posiziona in zona evidentemente poco sicura, si sentono dei rumori ripetitivi sotto lo scafo. Giorgio avverte il “comandante” (fra virgolette per scelta dello scrivente), suggerisce cosa fare – guarda che la barca sta picchiando sotto (cit. Giorgio) – nessuna logica reazione come ad esempio mettere il gommone in acqua e spostare la barca. Il “comandante” decide di dare manetta ad entrambi i motori, fracassa le eliche, danneggia la barca, semina il panico, la rabbia, lo sconforto, lo sconcerto …

Il “comandante” chiama i soccorsi solo dopo che Giorgio insistentemente chiede di farlo e finalmente la barca viene soccorsa e portata a terra a Ponza.

Il cerchio si chiude con quanto già raccontato in precedenza: rimorchio pagato dal “comandante” con bonifico ritirato, eliche sostituite e pagate con bonifico ritirato e Rolex falso in garanzia, cantiere pagato con ennesimo bonifico falso.

Giorgio lascia Ponza e raggiunge la Sardegna per godersi la vacanza che si aspettava e meritava. Nel frattempo manda un amico al cantiere dove si trova il Canados a recuperare le bottiglie che aveva imbarcato per allietare la crociera. Ultima traccia del simpatico “comandante” (…) un messaggio vocale in cui lo stesso si sente offeso della cattiva fede di Giorgio che ha mandato qualcuno a prendere le proprie bottiglie.

Parlando con Giorgio viene fuori quella che forse potrebbe essere una verità: Simone C. e Erika V. utilizzano il Canados, ne godono personalmente, mostrano la loro scarsa professionalità, sono improvvisati, lui non sa comandare, probabilmente non distingue la prua dalla poppa, Erika V. fa la signora a bordo.

Non ci dimentichiamo che lo yacht non è di loro proprietà, anche se Erika V. si spaccia come armatrice, Simone C. ha un contratto con l’unico proprietario del Canados, contratto mai onorato da parte del famigerato comandante-fra-virgolette .

Giù il sipario, Simone C. e Erika V. sono un brutto ricordo. M Giorgio non dimentica e si è messo a disposizione delle autorità.